42 porta pinciana ristorata da costantino e così detta della vicinanza dell antico palazzo di pincio senator romano ella è costruita di spoglie di altri edifizi e nel cuneo medio dell arco ha scolpito il segno della croce vi si vedono de buchi fattivi dai barbari per tor via i perni che tenevano uniti i corsi delle pietre la di lei soglia sopravanza molto in altezza il più antico piano di roma ma ciò non osta al crederla di aureliano per le ragioni addotte al num 18 rispetto ai rialzamenti del piano anco ne tempi antichi per questa porta passava l antica via flaminia del di cui lastrico si vede tuttavia poco lungi dalla stessa porta un avanzo il quale si protrae in lungo tratto per le odierne vigne de carmelitani scalzi de gesuiti e di s bernardo dove la detta via tirando in obliquo giungeva al tevere nel luogo dimostrato nella mentovata tavola degli aquedotti e passava per il ponte milvio segnato nella medesima e di cui benchè affatto rovinato si vede nondimeno ne tempi estivi un avanzo nel tevere da me bene osservato e riconosciuto per una delle di lui pile proseguendo poscia essa via in andamento retto sino alla torre di quinto gli scrittori moderni suppongo ch ella passasse per la porta del popolo cognominata da tal supposizione anche flaminia e che fosse la medesima che inoggi si protrae sino al ponte molle ma gli scrittori antichi gli convincono di errore tacito nel 13 degli annali raccontando la calunnia inventata da gratto liberto contro di silla così dice pons milvius in eo tempore celebris nocturnis illecebris erat ventitabatque illuc nero quo solutius urbem extra lasciviret igitur regredienti per viam flaminiam compositas insidias fatoque evitatas quoniam diverso itinere salustianos in hortos remeaverit auctoremque ejus doli syllam ementitur dal che si ricava chiaramente che gli orti salustiani doveano esser contermini o almeno vicini alla via flaminia giacchè si finge che nerone ritornandosene per essa divertisse il viaggio coll entrare negli stessi orti ciò non sarebbe certamente potuto succedere qualora la via flaminia fosse stata la stessa che inoggi da piazza di sciarra si protrae per retta linea sino al ponte molle imperocchè siccome non si controverte che gli orti salustiani erano sul monte pincio e precisamente nel luogo indicato nella predetta tavola topografica degli aquedotti co num 47 48 49 e 50 venivano a rimaner talmente remoti da questa pretesa via come si vede dalla oculare ispezione della medesima tavola che gratto il calunniatore non sarebbe stato così sciocco dumm di assègnar questi orti per la diversione surriferita come quella che oltre l esser paruta strana sarebbe stata contraria al contesto della esposizione fattacene da tacito questo stesso scrittore conferma parimente il mio assunto nel libro 3 delle storie ove discorrendo della battaglia occorsa fra i flaviani e i vitelliani dice che l esercito de flaviani trovandosi al ponte milvio tripartito agmine pars ut astiterat flaminia via pars juxta ripam tiberis incessit tertium agmen per salariam collinae portae propinquabat e ciò affine di andare a roma ad assalire i vitelliani da tre parti da questa relazione necessariamante si arguisce che se la via flaminia fosse allora stata quella medesima che inoggi esce per la porta del popolo il detto tripartimento di esercito sarebbe stato vano e in conseguenza non si sarebbe verificato l attacco col nemico da tre parti come accadde imperocchè lo squadrone il quale flaminia via e l altro che juxta ripam tiberis incessit si sarebbono indispensabilmente dovuti ricongiugnere nello stretto del campo che rimane vicino alla detta porta del popolo prima di assalire il nemico separatamente secondo il progetto fattone ed ecco la vanità della divisione di questi due squadroni al ponte milvio lochè non avvenne atteso il surriferito vero andamento della medesima via ovidio nel terzo libro de fasti accennando le second equirie che si celebravano nel campo marzio addì 27 di febbrajo così canta altera gramineo spectabis equiria campo quem tiberis curvis in latus urget aquis qui debbo permettere che il campo marzio si estendeva anticamente sino al ponte milvio come si rileva dalle prove irrefragabili che contro la comune oppinione degli scrittori moderni da me si adducono verso il fine della spiegazione della succennata tavola degli aquedotti ciò premesso e venendosi alla interpretazione de riferiti versi d ovidio essi non fanno altro che contrassegnarci il luogo ove si celebravano le dette equirie i contrassegni di questo luogo pertanto sono un ristringimento a fianco del campo cagionato dal curvo andamento del tevere per tutta l estensione del campo marzio non trova un tal ristringimento cagionato dal tevere se non che dalla odierna ripetta verso il ponte molle e precisamente dal luogo segnato nella detta tavola degli aquedotti col num 45 sino al 46 dal che si debbe dedurre che celebrandosi in questo ristretto l equirie non si dovesse dar luogo al preteso transito della via flaminia 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